Conferenza CSE

Blockchain: smart security per smart energy trading

Intervista con Marco Pellegrino di REF-E su Blockchain e Cyber Security Energia

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Ref-e, il centro di ricerche sull’economia e la regolazione dell’energia, ha aperto una “finestra” sulle applicazioni del blockchain ai sistemi energetici. Ne parliamo con Marco Pellegrino, manager per il settore, anticipando i temi che affronterà nella prossima IV ConferenzaCSE del 15 novembre a Roma

Perché tanta attenzione su questo nuovo sistema?
La tecnologia blockchain promette di semplificare massivamente gli scambi di informazioni e contemporaneamente di renderli più sicuri dal punto di vista informatico. Se queste promesse saranno mantenute l’impatto potrà essere molto forte sul mercato energetico, in particolare nell’ambito delle fonti rinnovabili e della produzione distribuita. Minore l’impatto sulla produzione centralizzata tradizionale, almeno finché gli impianti non saranno assistiti da batterie e altre forme di stoccaggio dell’energia.

Come ci possiamo immaginare questo cambiamento?
È presto per poterlo descrivere, ma è chiaro che se i nuovi sistemi funzioneranno e avverrà la disintermediazione annunciata delle transazioni, il mercato cambierà e con esso gli operatori; basti pensare agli effetti sul trading e nella gestione dei clienti se i contratti si attivassero in maniera automatica. Rispetto ad altri settori di applicazione per l’energia è più difficile fare previsioni perché il settore è altamente regolato e presenta situazioni di oligopolio e operatori dominanti. Questo può incidere sulla velocità del cambiamento ma non negli esiti finali, perché saranno evidenti i vantaggi per i consumatori e l’effetto di efficientamento del sistema.

Nessun esempio?
Consideriamo lo smart meter: quando saranno installati gli algoritmi dedicati in ambiente blockchain le compravendite potranno essere decise dal sistema grazie a protocolli predefiniti. Ad esempio il sistema deciderà di acquistare se il prezzo sarà sceso sotto una certa soglia e potrà indirizzare l’energia per ricaricare una batteria. Questo potrà essere stabilito da chiunque attraverso un pannello di controllo, impostando i parametri su determinati prezzi. Dallo smart meter allo smart contract! Grande l’impatto potenziale anche sui distributori di energia, perché avrebbero in tempo reale il quadro esatto di cosa succede nelle reti.

L’Italia si sta muovendo?
Si, sappiamo di sperimentazioni in corso per verificare il funzionamento del sistema e i promessi minori costi. È chiaro che l’Italia non può essere assente, considerati anche i sistemi informatizzati di cui già disponiamo, come i contatori elettronici e le esperienze di smart grid e smart city, oltre alle centinaia di migliaia di piccoli produttori da fonti rinnovabili.

E perché un sistema di questo tipo sarebbe più “resiliente” rispetto ad attacchi e incidenti?
È la struttura stessa della tecnologia che può garantire una sicurezza maggiore. L’elemento fondamentale è che ogni transazione viene chiusa in un “blocco” collegato temporalmente ai blocchi precedenti. Il contenuto di ciascun blocco è crittografato e non si può né tornare indietro né risalire al contenuto. A questo punto operano verifica e decentralizzazione: il blocco viene sottoposto ad un processo di verifica della sua validità, a cui segue la distribuzione delle informazioni su più registri salvati nei sistemi informatici di vari attori operanti nel network della blockchain. La resilienza sta proprio in questo processo: se infatti un sistema tradizionale subisse un attacco, questo si concentrerebbe su un nodo centrale; nel nuovo sistema invece l’attaccante dovrebbe aggredire tutti i nodi, attività molto difficile se non impossibile. In caso di attacco in un singolo nodo dunque, la bontà delle informazioni è salva perché al sicuro in qualche altro nodo del network.

Di fatto una sicurezza intrinseca…
Sì, in un certo senso si può dire così, comunque questo tipo di sicurezza ha un costo, ancora da valutare bene, perché richiede un certo impegno nel sistema di verifica su cui per ora sono solo stati fatti esperimenti e lanciate ipotesi sul suo funzionamento.

Il sistema di verifica comporterà comunque un costo in termini sia energetici che informatici, ma nel caso delle transazioni di energia questo si dovrebbe recuperare grazie ad esempio alla maggiore efficienza dell’utilizzo dei sistemi di rete. Possiamo immaginare una transazione di energia da un grande produttore, attraverso una grande rete verso reti più piccole, anche private, con all’interno anche proprie produzioni. C’è chi consuma e chi produce ma sempre in collegamento con la rete principale. La blockchain permette anche in questi casi di disaggregare le reti in frazioni più piccole, riuscendo sempre a regolare gli scambi, in modo che se si registrano problemi in una delle reti piccole, le altre sono in grado di resistere. In questo caso è il frazionamento del rischio a rendere l’insieme più sicuro.

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