Conferenza CSE

Certificazione cyber, il Parlamento Ue ha detto sì

Approvazione della Commissione Industria anche per le infrastrutture energetiche. Meno entusiasmo da parte delle aziende invece.

1.645

La Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia (Itre) del Parlamento europeo ha accettato il progetto di un sistema di certificazione volontaria che rilevi il livello di sicurezza dei prodotti tecnologici utilizzati nell’Ue.

Lo scopo è quello di rafforzare le misure previste lo scorso settembre dalla Commissione europea, con la richiesta di istituire il primo sistema di etichettatura a livello Ue per misurare gli standard di sicurezza informatica degli articoli venduti nei Paesi membri. Se passasse, riporta EurActive, la legge avrebbe l’obiettivo primario di aumentare la fiducia dei consumatori in alcuni prodotti connessi a internet, contando su una serie di controlli preliminari dell’Unione. Il Parlamento ha inoltre voluto aggiungere alla proposta delle misure che rendano la certificazione obbligatoria per le infrastrutture critiche, come reti energetiche, idriche e sistemi bancari.

PRO E CONTRO

Perplessità è emersa invece da parte di aziende e gruppi industriali che hanno esplicitato diffidenza circa il contenuto della proposta, sostenendo che alcune nazioni possiedono già degli standard nazionali efficaci. Allo stesso tempo, standard simili (anche se non obbligatori) per i ventotto Stati membri appaiono alle imprese una misura troppo rigida per il settore privato. Effettuando questa autocertificazione, le aziende sarebbero però avvantaggiate dal fatto di poter bypassare i test, costosissimi, effettuati dai laboratori privati e che andrebbero comunque ripetuti per ogni singolo Paese.

CONDIVIDERE KNOW-HOW

La versione della proposta elaborata dalla Commissione per l’industria incoraggia anche i Paesi a definire le politiche sul rilevamento e la denuncia delle vulnerabilità. I deputati hanno appoggiato, inoltre, la proposta della Commissione di conferire più potere all’Agenzia europea per la sicurezza informatica (Enisa), che ha sede in Grecia. Quest’ultima, che ad oggi è una delle più piccole agenzie dell’Unione, vedrebbe il budget annuale aumentato di 11 milioni di euro e un organico incrementato, con più di ottanta dipendenti.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.